Regime ordinario vs forfettario
Nel forfettario il reddito è ricavi × coefficiente di redditività — i costi reali non contano — e si paga un'imposta sostitutiva piatta (5% o 15%). Nel regime ordinario il reddito imponibile è invece ricavi − costi effettivi deducibili − contributi previdenziali, tassato con l'IRPEF progressiva più le addizionali locali. L'ordinario conviene a chi supera gli 85.000 € di ricavi (limite del forfettario) o ha costi deducibili elevati rispetto al coefficiente della propria categoria.
Esempio: ricavi 60.000 €, costi 15.000 €
| Voce | Importo |
|---|---|
| Ricavi | 60.000 € |
| Costi deducibili | − 15.000 € |
| Reddito | 45.000 € |
| Contributi Gestione Separata (26,07%) | − 11.732 € |
| Imponibile IRPEF | 33.269 € |
Acconti, saldo e conguaglio
L'acconto IRPEF è pari al 100% dell'imposta dell'anno in corso, versato in due rate: 40% entro il 30 giugno e 60% entro il 30 novembre. Sotto i 51,65 € non è dovuto alcun acconto; tra 51,65 € e 257,52 € si versa in un'unica rata a novembre. Il secondo anno di attività porta spesso a versare contemporaneamente saldo e primo acconto (il cosiddetto effetto "doppia imposta"), che si stabilizza dal terzo anno in poi.
IVA e IRAP
L'IVA si applica in fattura (aliquota ordinaria 22% o aliquote ridotte) ma è neutra per il reddito imponibile. L'IRAP, dal 2022, non è più dovuta dalle persone fisiche titolari di partita IVA.